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  • La Grande Trasformazione

    HistoryMap: La Storia in Scena

    Video, ritagli, animazioni, fonti documentali, vignette, per una lezione di storia spettacolare, che sappia non solo raccontare ma anche stupire e intrattenere. Una forma-racconto teatrale che immerge lo spettatore in una ricostruzione della storia attraverso nuove chiavi narrative e un nuovo modo di rivivere il passato.

  • La Grande Trasformazione: “Cittadini del mondo”

    La Grande Guerra come generatrice di trasformazioni, a partire dal rapporto giuridicamente e politicamente cruciale tra guerra e pace. Invece che come continuazione della politica con altri mezzi, la guerra comincia a essere guardata come una patologia sociale, una malattia da curare. Mentre prende piede, sebbene confusamente e non senza contraddizioni, una nuova concezione dei rapporti internazionali. Leggi l’approfondimento “Cittadini del mondo”

  • La Grande Trasformazione: “Guerra senza fine”

    A partire dalla Prima guerra mondiale, le tradizionali categorie di “guerra” e “pace” entrano per la prima volta in crisi, trasformandosi fino a sovrapporsi drammaticamente. Prende così avvio una lunga storia che, attraverso i successivi e più recenti conflitti, ci riguarda ancora oggi.
    Scopri il percorso narrativo “Guerra senza fine”. Buona lettura.

  • La Grande Trasformazione: “La fabbrica della modernità”

    La fabbrica della modernità è un processo che innesca dei cambiamenti che trasformano la società tra Ottocento e Novecento nei settori dell’industria, degli armamenti e della comunicazione. Molte delle innovazioni inaugurate dalla Grande Guerra hanno continuato ad interessare questi ambiti nel corso di tutto il secolo scorso fino ad oggi. Scopri il percorso narrativo “La fabbrica della modernità”

  • La Grande Trasformazione: “Tutti in guerra. Nessuno escluso”

    L’unione di tutte le forze, umane e materiali, dalle più remote campagne alla prima linea del fronte è una delle “grandi trasformazioni” prodotte dalla Grande Guerra. La mobilitazione totale, “tutti in guerra, nessuno escluso”, è una condizione che ci riguarda anche oggi, ma non nasce oggi. Ha una storia che comincia nel clima di guerra di 100 anni fa.
    Scopri il percorso narrativo, buona lettura.

  • Un articolo di Alessandro Colombo

    24 Maggio 1915. Quando siamo entrati in Trincea per non uscire più

    Con questo articolo, pubblicato per “Huffington Post” in occasione del centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale,  Alessandro Colombo racconta come quell’episodio sia il momento in cui inizia a prendere forma l’immagine della guerra che ogni giorno ci raccontano le cronache, le voci dei protagonisti, le testimonianze di chi fugge in cerca di una nuova possibilità di vita.

“Cinque anni non sono stati cinque secoli di storia?”
Antonio Gramsci

Un progetto di ricerca storica e di narrazione didattica multimediale promosso in occasione del centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale da Fondazione Giangiacomo FeltrinelliAccademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Istituto Gramsci, con il contributo di Fondazione Cariplo.

Il centenario dello scoppio della Prima guerra mondiale, che si celebra per l’Italia nel 2015, è un’occasione importante di storia e di memoria per tutti i cittadini europei. La Grande Guerra, infatti, segna il momento che definisce i temi, le esperienze politiche, l’immaginario di gran parte del Novecento.

Ma la Prima guerra mondiale è anche il malessere che provoca la sua conclusione, con il ritorno dei reduci, i conflitti tra movimento dei lavoratori ed ex combattenti, tra desiderio di benessere e difficoltà economiche, tra immaginari della trincea e ritorno alla vita normale e alla quotidianità. Un complesso di disagi che danno corpo non solo a insorgenze politiche ma anche a rinnovate forme della comunicazione artistica, letteraria, culturale che hanno un peso nella società europea degli anni Venti e Trenta, nell’euforia dei mercati, nel desiderio di riprendersi la vita; e anche nella rapida ascesa delle fortune industriali e nei rapidi crolli economici e finanziari che conducono alla grande crisi del 1929. 

Il progetto LA GRANDE TRASFORMAZIONE ha l’obiettivo di documentare attraverso una serie di ricerche e di iniziative di divulgazione, i diversi linguaggi (politica, economia, letteratura, musica) e i modi nei quali dall’inizio del Novecento e poi fino alla crisi del 1929 e alle convulsioni politiche, sociali e culturali dell’Europa negli anni Trenta, si costruisce e si definisce una nuova identità collettiva europea.

I SEI percorsi

  • Questo percorso studia il modo in cui gli intellettuali di diversi paesi europei si posero, già nel corso della guerra, il problema della pace successiva, nel quadro di una trasformazione più comprensiva della concezione della pace e della guerra.

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  • Attraverso l’esperienza della Guerra si affermano le nuove culture e i nuovi modelli politici, sociali e culturali che permettono l’inclusione delle classi subalterne nello Stato. Il percorso approfondisce il ruolo dei partiti e della politica nelle vicende della Guerra.

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  • Questo percorso studia l’evoluzione della propaganda prima, durante e dopo la Grande Guerra che rappresentò una porta d’ingresso alla modernità anche per l’acquisizione della consapevolezza da parte del potere della necessità di una propaganda di massa.

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  • Nel conflitto entrano Paesi ed economie in gran parte ancora contadini o agrari e ne escono società ed economie industrializzate o dove i centri urbani e industriali sono decisamente prevalenti. Il percorso studia questa evoluzione, evidenziando in particolare le trasformazioni del lavoro.

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  • Le nuove tendenze culturali fra Otto e Novecento ebbero naturalmente un ruolo importante nello scoppio del primo conflitto mondiale: il percorso studia le reciproche influenze fra il conflitto bellico e la cultura, e in particolare sulla musica e le avanguardie artistiche del primo Novecento. La modernità entra di prepotenza nella società e nella cultura del tempo.

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  • Questo percorso studia i modi della narrazione della guerra e della sua trasfigurazione letteraria.
    In particolare il rapporto tra l’esperienza umana e la problematica della scrittura della guerra, riflettendo sulle conseguenze sul piano coscienziale e politico.

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