Giangiacomo Feltrinelli

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Nato a Milano il 19 giugno 1926, Giangiacomo è figlio di Carlo Feltrinelli, esponente di spicco della finanza italiana tra gli anni Venti e la prima metà degli anni Trenta. Rimasto orfano da parte di padre nel 1935, visse con la madre, Gianna Elisa Gianzana Feltrinelli. Durante la seconda guerra mondiale fu costretto a vivere prima in Toscana, poi a Roma. Dopo il diploma prese parte, per alcuni mesi, alla guerra di Liberazione servendo nel Gruppo di Combattimento Legnano, uno dei nuclei del ricostituito regio esercito italiano che cobelligerava a fianco degli Alleati anglo-americani. Nel marzo 1945 decide di aderire al Partito comunista italiano e successivamente si trasferisce a Milano. Nel 1948 comincia a lavorare al progetto di costruzione di una Biblioteca che potesse raccogliere materiale documentario inerente la storia del movimento operaio italiano e internazionale e all’inizio del 1949 promuove la nascita della Cooperativa del libro popolare (Colip), il cui fine è la promozione della letteratura e della cultura a un prezzo accessibile presso i giovani e presso le classi popolari.

Nel 1951 viene aperta a Milano, in via Scarlatti 26, la Biblioteca Giangiacomo Feltrinelli, costruita grazie alla collaborazione di giovani storici e di esponenti dell’intellettualità. Nella direzione della Biblioteca, Giangiacomo è affiancato da Franco Ferri (fino al 1956) e Giuseppe Del Bo, allievo di Antonio Banfi, cui si deve la costruzione del nucleo portante del patrimonio documentale della Biblioteca. Per presentare le collezioni, la loro sistemazione e i primi studi scientifici sui documenti che figurano nel materiale raccolto viene fondata nel 1952 la rivista “Movimento operaio”.

Giangiacomo FeltrinelliNel 1955 fonda la Giangiacomo Feltrinelli Editore.  Nel corso del primo anno di vita pubblicherà 21 titoli e aprirà la collana Universale economica. Nel 1956, a causa dei fatti d’Ungheria, firma una lettera aperta di condanna dell’intervento sovietico nel paese satellite e l’anno successivo rompe definitivamente con il Pci. Nello stesso anno avvia una profonda riorganizzazione della Biblioteca Feltrinelli, in vista della sua trasformazione in Istituto. Si avvale a tal fine della preziosa collaborazione di Giuseppe Del Bo, che diviene direttore della Biblioteca, di Giuliano Procacci, che ne coordina l’attività scientifica, di Luciano Cafagna, Franco Della Peruta e Luigi Cortesi, che coordinano i settori di lavoro in cui l’attività dell’Istituto viene organizzata. Feltrinelli inanella anche il primo grande successo editoriale, grazie all’avventurosa pubblicazione del romanzo di Boris Pasternak, Il Dottor Zivago, che uscirà in prima edizione mondiale nel novembre del 1957. Apre anche le prime due Librerie Feltrinelli, a Milano e a Pisa.

Nel 1958 con la pubblicazione del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa la Giangiacomo Feltrinelli Editore mette a segno un altro grande successo internazionale. Esce anche il primo “Annale” dell’Istituto Feltrinelli, interamente dedicato alla ricerche svolte dai collaboratori interni e esterni sui materiali documentali raccolti. Feltrinelli sostiene la nascita della “Rivista storica del socialismo”, diretta da Luigi Cortesi e Stefano Merli, che in gran parte è il frutto del lavoro di ricerca che i due studiosi hanno svolto presso l’Istituto. Il 14 luglio Giangiacomo conosce Inge Schoental, che sposerà in Messico nel corso del 1959.

Il 25 marzo del 1961 viene inaugurata la nuova sede dell’Istituto Giangiacomo Feltrinelli a Milano, in via Romagnosi 3. L’inaugurazione avviene alla presenza del ministro della Pubblica Istruzione Giacinto Bosco e di numerosi studiosi italiani e stranieri.

Il suo impegno civile si fonde alla sua attività di editore, mecenate e promotore di cultura. Si interessa della sorte della Spagna, ancora schiacciata sotto il peso della dittatura. Prende attivamente parte alla campagna di solidarietà con la lotta di liberazione del popolo algerino contro le truppe francesi, che rispondono alle richieste di indipendenza del paese nordafricano praticando una feroce repressione su vasta scale. Nel 1962 Feltrinelli partecipa ad Accra, in Ghana, ad un incontro per favorire il disarmo patrocinato dai paesi non allineati e promosso dal presidente ghanese Kwame Nkrumah. Il 6 febbraio nasce il figlio di Giangiacomo e Inge, Carlo Fitzgerald.

Nel 1964 Feltrinelli compie il primo viaggio a Cuba, stabilendo un sodalizio con Fidel Castro. Nel 1967 fonda e dirige l’edizione italiana della rivista “Tricontinental”, organo bimestrale dell’organizzazione di solidarietà dei popoli d’Asia, Africa e America Latina (OSPAAAL). Nello stesso anno si approfondisce il suo impegno politico, con la promozione degli opuscoli “Edizioni della Libreria”, “Battaglie politiche”, “Documenti della rivoluzione nell’America Latina”, “Documenti delle lotte operaie”, “La politica al primo posto”.

Nel 1968 Fidel Castro affida a Feltrinelli il Diario di Bolivia di Ernesto Che Guevara. L’edizione italiana sarà la prima traduzione mondiale. A Feltrinelli si deve la promozione della figura e dell’opera di Che Guevara presso il pubblico italiano nonché la diffusione della più celebre effige del rivoluzionario latinoamericano, dovuta a Alberto Korda. In febbraio Feltrinelli partecipa a Berlino al congresso mondiale contro la guerra in Vietnam.

GiangIn seguito al colpo di stato del 1967 che in Grecia instaura la dittatura dei colonnelli e in seguito all’inchiesta del settimanale “L’Espresso” sui retroscena della crisi di governo che nell’estate del 1964 aveva portato al naufragio del governo Moro, inchiesta che porta allo scoperto il “Piano solo”, Giangiacomo Feltrinelli matura la convinzione che anche in Italia vi sia il pericolo di un colpo di stato reazionario imminente. Nell’aprile del 1968 scrive pertanto l’opuscolo: Persiste la minaccia di un colpo di Stato in Italia!, saggio nel quale condensa le sue preoccupazioni circa una possibile involuzione autoritaria. Il 12 dicembre 1969 scoppia la bomba alla Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana, a Milano. Feltrinelli, che al momento si trova in Austria, dopo aver sentito la notizia torna in Italia, ma viene a sapere che le forze dell’ordine presidiano l’esterno della casa editrice. Temendo la fabbricazione di prove contro di lui, si rende irreperibile. Sarà uno dei primi a parlare di “strategia della tensione”, sostenendo che dietro la strage non vi fossero gli anarchici incriminati ma spezzoni degli apparati dello Stato, probabilmente in vista dell’escalation che avrebbe dovuto, secondo le sue analisi, portare al colpo di Stato. In vista di questo esito nel 1970 fonda i GAP (Gruppi d’azione partigiana) e dal giugno 1970 pubblica anche un mensile, diretto e sostanzialmente scritto da lui per alcuni numeri: “Voce comunista”. Nel 1971 decide di avviare le pratiche per trasformare l’Istituto in Fondazione, ma non potrà vedere il completamento dell’iter, che si sarebbe chiuso solamente nella primavera del 1974.

La notte del 14 marzo 1972 Giangiacomo Feltrinelli viene ucciso da un’esplosione, presso un traliccio dell’alta tensione a Segrate. La tesi ufficiale parla di un incidente occorso nella preparazione di un attentato dinamitardo. Ma da subito la versione ufficiale suscita parecchie perplessità. I funerali si tengono il 28 marzo a Milano, con una grandissima partecipazione.